mercoledì 30 dicembre 2009

Lo spazio e il tempo fuor di sesto

E' appena nato il blog di StradART, un'iniziativa promossa dal csoa La Strada di Garbatella a Roma. Tutto parte dall'idea di mettere in mostra giovani artisti che si dilettano amatorialmente o professionalmente nel disegno, nella pittura, nel cinema, nel teatro o nella scultura. Un'idea nata sulla scia della serata del 19 Novembre "lo spazio ed il tempo fuor di sesto" in cui oltre all'esposizione dei disegni di Olmo Amato e Damiano Bonforti è stato proiettato in anteprima il film "Gli Argonauti" di Samuele Sestieri. Dato l'inaspettato successo dell'iniziativa ci siamo impegnati nella realizazione di altre serate a tema. Grazie a StradART giovani artisti potranno mettere in mostra la loro creatività con esposizioni, proiezioni video e concerti dal vivo. Ecco a voi  il testo  della presentazione alla mostra di Paolo Iacovelli  ed un po' di foto della serata scattate dai fotografi professionisti Maila Iacovelli e Fabio Zaied.

Se ha ragione Shakespeare quando dice che siamo fatti della stessa materia dei sogni, allora non dovrebbe sembrarci inquietante vedere mescolate realtà e fantasia. Dove comincia la realtà? Dove finisce la finzione? Se c'è un problema che attraversa l'intera storia dell’uomo e ne rappresenta un filo rosso, questo è il problema del tempo.
Del resto l'uomo appartiene al tempo, inesorabilmente. Veniamo al mondo, trascorriamo in esso un tempo infinitesimo, scompariamo. Vivere e divenire sono tutt'uno. Ma, se è vero che al tempo noi apparteniamo è anche vero che il tempo ci appartiene. Infatti ne disponiamo, quasi fosse un dono misterioso. Niente è così sfuggente come il tempo, così inafferrabile. Bisogna ammettere che le vecchie concezioni dello spazio e del tempo,  hanno ormai perso ogni significato tradizionale, ed oggi si comincia a percepire la necessita di un cambiamento nel quale il senso del reale va costantemente posto in relazione a cio’ che e’ virtuale. Il cinema, come il sogno, altro non è che una storia raccontata in immagini. Nel corso della visione del film, si entra, infatti, in un “condizione ipnotica” simile alla condizione di chi sogna. Questo effetto produce, infatti, nello spettatore, l’illusione di essere proprio lui a produrre la finzione filmica e di “sognare” le immagini e la storia che compaiono sullo schermo, il tempo e lo spazio costituiscono una realta' propria. Quello che cerchiamo di cogliere e' un'indagine nella dimensione intima, individuale, onirica dell'essere umano; che personalmente considero non solo assolutamente “reale”, ma anche di pari dignità rispetto alla realtà tangibile.
Il tema che trattiamo, si situa in un punto dove si dirama il rapporto tra l'essere umano creativo, e la sua dimensione onirica.
Questa mostra è un momento riflessivo o una lunga riflessione: dipende dal tempo che vogliamo dedicare alla visione, su come i tre artisti hanno interpretato il fattore tempo, tra il suo lento scorrere nel disegno, il presente eterno nella fotografia, il tempo soggettivo nello sguardo fotografico, quello “obbligato” nella durata oggettiva del video. Il tempo è da sempre oggetto di studio e di teorie, è una di quelle certezze che costituiscono la vita quotidiana, ma della cui natura non ci interroghiamo poi così spesso. Questa mostra, vista con la dovuta attenzione, aiuta a farlo. "Lo spazio e il tempo fuor di sesto" propone una singolare indagine da un lato sul tema del tempo e di come esso agisca, formi e trasfiguri l’arte, dall’altro di come il linguaggio dell’arte sia necessariamente universale e senza tempo. Affrontare un viaggio attraverso i diversi significati del tempo è come mettersi di fronte all’orizzonte, le possibilità sono infinite, il nostro è solo un inizio….
Paolo Iacovelli

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